Centro dell'Uomo
Associazione Non-Profit di Utilità Sociale (ONLUS)

PACE NEL MONDO

 

IL CORRIERE
Arezzo - 19 aprile 2004

Da tutto il mondo alla Conferenza che si è conclusa con una suggestiva manifestazione

A Sargiano in marcia per la pace
La sfida culturale e religiosa del Centro dell'Uomo

AREZZO - Una Conferenza interreligiosa per promuovere la non violenza e la pace nel mondo si è tenuta di recente a Sargiano nel periodo pasquale, organizzata dal Centro dell'Uomo in collaborazione col Centro Ecumenico Mondiale. Vi hanno preso parte delegati ed esperti provenienti dall'Unione Europea, dall'Est Europeo, dal Nord America, dal Sud America, dall'Africa e dalle maggiori città Italiane, dando vita ad un confronto fra le differenti culture e religioni del globo impegnate nella ricerca della reciproca comprensione e della pace.
Il comune documento finale conclude che "la guerra ed il terrorismo, che si intrecciano ormai nel mondo in una spirale che sembra inarrestabile, hanno origine dalla cultura della violenza che è ancora radicata nelle menti degli uomini: soltanto la riscoperta e la pratica della non violenza in tutte le manifestazione della vita umana - può salvare il mondo dall'abisso sul cui orlo sembra sempre più scivolare. Il pacifismo si riduce infatti ad un mero slogan se non è accompagnato dall'effettivo rispetto dei propri simili e di ogni forma di vita."
Pier Franco Marcenaro, Award Internazionale per la Pace, aprendo i lavori della Conferenza ha detto che solo una maggiore reciproca conoscenza fra le differenti culture e religioni mondiali, oltre a costruire una sicura forma di arricchimento, può cancellare la diffidenza sostituendola con la collaborazione e l'amore; su di un pianeta dove un bambino muore di fame ogni 30 secondi e dove 30.000 persone periscono oggigiorno in conseguenza della mancanza di acqua potabile, appare assurdo infatti armarsi per combattersi a vicenda invece che lottare insieme contro la miseria ed il degrado ambientale. Tra gli altri interventi più significativi, l'egiziano Said Nasr ha ricordato la vocazione alla pacifica convivenza dell'attuale mondo mussulmano, che vanta ormai oltre un secolo di cooperazione coi paesi europei. Non è pertanto giustificato, ha affermato, certo allarmismo che tende a confondere le esigue frange violente ed estremiste con tutto l'Islam. Il prof. Aldo Gianni di Venezia ha ricordato il concetto Gandhiano di non violenza, ancora così attuale, che permette di raggiungere gli obiettivi prefissi senza che sia necessario il ricorso al terrorismo o alla guerra. E la Prof. Mirella Croce di Milano ha elencato le diverse forme di violenza che turbano la pace degli individui e del mondo, come la violenza sui minori, costretti al lavoro nero o ad imbracciare il fucile, e quella sulle donne; non è infatti solo di alcuni paesi dell'Islam la discriminazione della donna, ma anche di alcune religioni cristiane che non le concedono pari diritti con l'uomo. Anche la violenza sulla natura attraverso lo sfruttamento indiscriminato delle sue risorse e l'inquinamento dell'ambiente, come pure la violenza sugli animali, che, è stato rilevato, sono spesso allevati ed uccisi nel modo più barbaro - come nel caso della strage di agnelli proprio nel periodo pasquale - hanno costituito un parte importante del dibattito sulla non violenza.
La Conferenza si è conclusa con una suggestiva "Marcia per la non violenza e la pace mondiale" che ha percorso gli antichi chiostri e le strade adiacenti il monastero. E' stato poi stilato un documento conclusivo comune ed un "Decalogo della non violenza", che dovrebbe essere alla base di un mondo più vivibile, con un futuro più sicuro.
1. Le religioni non devono fomentare l'odio reciproco, basato sull'affermazione della propria superiorità, ma ricercare la comprensione e l'amore.
2. Devono cessare tutte le violenze perpetrate in nome della religione, dell'etnia e della razza.
3. I Premier degli stati devono impiegare le loro risorse politiche e finanziarie per stabilire rapporti di amicizia con gli altri popoli e per debellare la fame, il sottosviluppo ed il degrado ambientale nel mondo e non per portare guerra ad altri paesi.
4. Le fazioni politiche non devono creare l'odio demonizzando l'avversario ma cercare una collaborazione costruttiva perché le idee valide sono un patrimonio di tutti.
5. Le dittature sanguinarie che dominano molti stati dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina devono essere decisamente richiamate ad avviare un processo di democratizzazione, anche attraverso la minaccia di bandirle dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.
6. Tutte le società devono preoccuparsi di tutelare i più deboli, ed in particolare i bambini dalla violenza e gli anziani dall'emarginazione.
7. Le donne devono avere in tutte le tradizione religiose ed in tutti i contesti sociali pari dignità con l'uomo.
8. Deve cessare la violenza sulla Natura attraverso il crescente degrado ambientale, la deforestazione, l'indiscriminata produzione di rifiuti urbani ed industriali.
9. Deve ugualmente cessare lo sfruttamento indiscriminato delle risorse energetiche del globo, rimpiazzandole con energie rinnovabili e non inquinanti.
10. Gli animali devono essere trattati con dignità, vietando gli allevamenti-lager, ed educando l'umanità a non causare loro sofferenze per il proprio egoistico tornaconto.